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La nuova era della politica digitale

La politica va verso una digitalizzazione, si pensi come molti politici utilizzano i Social per comunicare le proprie idee e come tutto venga veicolato da questi canali non istituzionali.

Pensate anche a come Donald Trump sia uno dei maggiori fruitori di Twitter o come alcuni nostri politici facciano dirette Facebook.

Ma non è tutto, perché molti utenti di Tik-Tok hanno intralciato il discorso di Trump a Tulsa, dove svariati utenti giovanissimi di Tik-Tok si erano registrati all’evento ma con l’intenzione di non andarci, il risultato è stato il seguente: L’arena che ospitava il presidente Trump era praticamente deserta.

Il video che ha incitato moltissimi giovani a registrarsi all’arena per boicottare l’evento del Presidente, ha accumulato ben 713.000 Mi piace.

Vi abbiamo portato questo esempio per chiarire quanto siano importanti e ormai ramificati i Social Network e la comunicazione digitale nella politica.

La comunicazione politica ed il ruolo dei Social Media

La centralità della nuova comunicazione è diventata online, tutto passa dalla rete ed è la rete a decidere.

La comunicazione che passa per la rete e i Social media ha un’impronta differente anche se si parla di argomenti politici, fino a qualche anno fa tali argomenti necessitavano di un linguaggio appropriato e di una certa forma.

Con l’avvento dei Social, delle dirette Facebook lo standard si è inevitabilmente abbassato.

Il messaggio politico e non, che passa tramite i Social Media come può essere Facebook, deve essere sintetico e immediato, la comprensione deve essere di facile assimilazione, e il messaggio è diventato mirato al pubblico, perciò in target, la decodificazione del messaggio è definita in base ai feedback degli utenti.

Il politico non è più solo un politico ma è diventato un Influencer.

 

Comunicazione e strategie politiche nei Social

Avendo modificato negli anni i canali di comunicazione, passando dal comizio in piazza alla diretta su Facebook, si è modificato di conseguenza il linguaggio e i sistemi di relazione tra politico e cittadino.

Oramai vi è necessità di creare una connessione immediata, una domanda ed un’offerta, anche la politica si è dovuta adeguare al cambiamento Social.

Non a caso la comunicazione politica negli anni si e modificata dirigendosi verso una comunicazione di stampo aziendale, basando la sua sponsorizzazione sulla comunicazione digitale, infatti la comunicazione tramite i Social è più veloce e si basa sulle emozioni primarie, specialmente la rabbia.

Come non ricordare la Bestia di Salvini che in breve tempo nella campagna elettorale per le Europee, catturò milioni di consensi e fan.

Oppure come il presidente Trump utilizzi sempre Twitter, anche se negli ultimi tempi ci sono stati dei problemi.

Anche ieri Twitter ha fatto notare come il Presidente Trump abbia violato le regole sul comportamento offensivo.

Come la comunicazione politica si sia evoluta in marketing

Dato che la comunicazione politica ora che utilizza questi canali deve essere sempre più persuasiva, deve seguire delle regole che siano di marketing e vendita.

La società sta cambiando sempre più velocemente, si sta passando da individui a consumatori in modo celere, e per questo che la politica ha cambiato metodo di comunicazione.

Si pensi che oramai un politico prima di presentarsi ha un agenzia web che cura il suo brand, per vendere, quindi il primo cittadino, il deputato diventano un brand che rappresenta la loro politica i loro valori, ma ancora di più rappresenta un target di elettori.

Le emozioni sono alla basa delle campagne marketing e di conseguenza della comunicazione politica, il volto di un rappresentante politico, deve incarnare e trasmettere determinate emozioni, per catturare l’attenzione del consumatore.

La nuova comunicazione del Presidente Conte

Portiamo un esempio vicino a tutti noi, prendendo in esame la nuova comunicazione del Presidente Conte.

Il Presidente Conte ha improntato la sua comunicazione in modi differente dagli altri politici, che francamente si sono abbassati a video e dichiarazioni totalmente inappropriate per la carica che rappresentano.

La comunicazione che ha sviluppato il Presidente Conte è molto diretta verso i cittadini, ma senza tralasciare l’aspetto formale e istituzionale, la capacità di mediazione e diplomazia ha contraddistinto Giuseppe Conte, anche in questa situazione complessa.

La comunicazione di Trump è molto simile al Marketing

Il presidente Trump ha impostato la sua politica come una campagna di Marketing, il suo team ha sviluppato la campagna elettorale con i seguenti punti:

  • Rappresentare la novità;
  • Comunicare e proporre idee che siano semplici e fruibili da tutti;
  • Dominare e essere presente su tutti i Social;
  • Generare molta curiosità;
  • Far sì che i suoi elettori si identificano con lui;
  • Sviluppare dei discorsi mirati;
  • Presentare una soluzione al problema;
  • Far parlare di sé sia nel bene che ne male.

Questi sono stati e sono tuttora gli ingredienti base che il team del presidente Trump ha utilizzato sia nella campagna elettorale che nella sua presidenza.

C’è da dire che con l’avvento della pandemia il grado di apprezzamento di Trump è sceso.

La comunicazione e i Social media hanno cambiato l’aspetto della politica, facendola divenire un’ azienda.

Coronavirus, arrivano i distributori automatici di mascherine, guanti e gel

Con l’emergenza coronavirus al posto delle bibite, degli snack o anche delle sigarette ai distributori automatici ora si possono acquistare mascherine, guanti e gel igienizzante.

Questo accade in alcuni paesi in Italia, ad esempio a Bussolengo, in provincia di Verona. L’idea nasce dalla collaborazione di tre aziende della provincia di Verona, dove una ha messo a disposizione il distributore automatico, un’altra lo ha modificato per adattarlo ai nuovi prodotti e un’altra azienda invece ha realizzato le mascherine.

Le persone del paese hanno accolto con favore questa iniziativa, neanche un giorno dall’attivazione del distributore e i prodotti erano già finiti.

Anche a Pederobba, in provincia di Treviso, hanno pensato bene di adottare il distributore automatico di protezione. Si trova di fronte al municipio che si trova ad Onigo, frazione del comune di Pederobba, e anche in questo caso al distributore si possono acquistare mascherine e gel igienizzante.

Grazie alla realizzazione di questo progetto le persone hanno la possibilità di comprare i dispositivi di protezione individuale 24 ore su 24.

Questo è un ottimo sistema per fare fronte all’emergenza COVID-19. Data l’importanza di indossare mascherine e igienizzare le mani non poteva esserci soluzione migliore che dare la possibilità alle persone di comprarli in qualunque ora del giorno della settimana.

Il prezzo delle mascherine chirurgiche è 0,50 euro, invece quelle lavabili vanno da 1,40 euro a 1,50 euro. Il gel igienizzante è venduto a 2,50 euro.

C’è da sperare che questo tipo di distributori automatici vengano installati in tutta Italia. Per contenere il numero di contagi da coronavirus tra le altre cose è fondamentale che le persone indossino in modo attento i dispositivi di protezione individuale. Allora perché non permettere ai cittadini di munirsi dei dispositivi in qualunque ora della giornata?
Se c’è l’obbligo di indossare le mascherine e indossare i guanti o igienizzare le mani, non è possibile che le persone trovino difficoltà a trovarli. In questo modo non gli si da la possibilità di uscire in sicurezza non potendo proteggersi in modo adeguato.

Ora siamo passati alla fase 3 che inevitabilmente risulta essere la più delicata perché con la riapertura di tutte le attività le persone sono molto più esposte al rischio di contrarre il coronavirus.

Perciò è bene che tutti abbiano la possibilità di usufruire di dispositivi di protezione individuale 24 ore su 24, proprio come sta accadendo in alcuni paesi.

Nell’attuale momento emergenziale i Comuni dei paesi come Bussolengo e Pederobba hanno dimostrato con questo progetto di stare vicino ai cittadini.

Ci sono posti nel mondo dove il COVID-19 non si è diffuso?

Nell’ultimo periodo siamo abituati a sentire ogni giorno un numero sempre crescente di nuove persone che risultano positive al coronavirus.

Perciò se ci viene chiesto se esistono al mondo ancora posti dove il virus non è arrivato noi risponderemo che sicuramente non c’è. Trattandosi di pandemia non riusciamo a pensare a qualcosa di simile anche se in fondo lo speriamo tutti.

Invece sembrerebbe che sta realmente accadendo il contrario di quello che ci si aspetterebbe, ovvero ci sono luoghi dove il COVID-19 non è arrivato.

La John Hopkins University ha realizzato una mappa, che tiene costantemente aggiornata, dove sono segnati con un pallino rosso i luoghi dove è presente il coronavirus con tutti i dati, vi riportiamo un esempio:

Italy

  • Confirmed: 132.547;
  • Deaths: 16.523;
  • Recovered: 22.837;
  • Active: 93.187.

Tra questi ci sono anche Paesi che al momento ci sono zero contagiati da coronavirus.
Siete curiosi di sapere quali sono? Vediamoli subito:

  • Comore: stato insulare dell’Africa Orientale;
  • Corea del Nord;
  • Isole Marshall: stato insulare dell’Oceania;
  • Isole Salomone: nazione composta da centinaia di isole nel Pacifico del Sud;
  • Kiribati: isola situata nel Pacifico centrale;
  • Lesotho: un’enclave del Sudafrica;
  • Micronesia: stato insulare dell’Oceania;
  • Nauru: stato insulare dell’Oceania della Micronesia;
  • Palau: arcipelago che fa parte della Micronesia, nel Pacifico occidentale;
  • Sao Tome e Principe: nazione insulare africana;
  • Samoa: stato insulare della Polinesia;
  • Sudan del Sud: Africa;
  • Tagikistan: stato dell’Asia centrale;
  • Tonga: Polinesia;
  • Turkmenistan: Asia Centrale;
  • Tuvalu: nazione insulare polinesiana collocata nell’oceano Pacifico;
  • Vanuatu: nazione nel Sud Pacifico;
  • Yemen: stato della penisola araba.

Sicuramente alcuni di voi si staranno chiedendo come è possibile che si stia verificando una situazione del genere.

Si possono fare delle ipotesi, ad esempio un motivo potrebbe essere la posizione geografica. Perlopiù si tratta di piccole isole dove di solito, durante l’anno, il numero dei turisti è molto basso. Il fatto di essere poco visitati è stato un vantaggio per questi luoghi e nonostante questo hanno messo comunque in atto misure restrittive come ad esempio chiudere i confini.

Nell’elenco ci sono anche la Corea del Nord, lo Yemen e il Sudan del Sud. Su questi tre Stati ci sono dei dubbi perché anche se hanno dichiarato che il numero dei contagiati da coronavirus è pari a zero, sono trapelate notizie che confermano il contrario.

In particolare la Corea del Nord che confina con Stati fortemente colpiti che sono la Corea del Sud e la Cina.

Lo Yemen si trova in una drammatica situazione a causa della guerra in corso che dura ormai da circa cinque anni. Poi c’è il Sudan del Sud che è un paese molto povero e che confina con Stati dove sono stati registrati contagi da coronavirus.

In questi casi l’assenza di conferme potrebbe essere dovuta alla difficoltà di individuare i contagi oppure alla volontà dei governi di non rendere noti i dati.

Secondo alcuni esperti non è possibile che al mondo esistano posti dove il coronavirus non sia arrivato. Trattandosi di una pandemia è più facile pensare che tutto il mondo sia contaminato.

Allora perché questi Stati dichiarano che ci sono zero contagi da COVID-19? Lo avranno fatto per questioni politiche-economiche?

Al momento non ci è dato saperlo. Noi vogliamo credere che davvero ci siano luoghi dove il coronavirus non è arrivato. Ciò ci fa sperare che tutta questa situazione finirà presto e che è possibile fermare il virus.